Siamo come i fiori prima di vedere il sole

“Oh respiriamo l’aria e viviamo aspettando primavera, siamo come i fiori prima di vedere il sole a primavera” [Marina Rei]

E’ arrivata la primavera! Forse la stagione più citata dagli artisti, che la pongono come tema centrale delle loro composizioni nelle diverse discipline: dalla musica alla pittura, dalla scrittura alla scultura.

Eh sì! In effetti è la stagione più bella, quella tanto sospirata e desiderata dopo lunghi mesi di freddo e giornate piovose e uggiose. Finalmente c’è lui, il Sole, pronto a scaldarci e a intontirci. I primi giorni li passiamo a cercarlo in ogni angolo e quasi perdiamo l’orientamento per quanto rimaniamo ad osservarlo. È pazzesco quanto tutto sia più bello, quanto la luce naturale ci metta di buon umore e ci faccia affrontare la giornata con il giusto spirito.

In primavera sembra che tutto prenda nuovamente vita, tutto sembra risvegliarsi, rifiorire, così come i nostri obiettivi e la nostra voglia di fare. E.. direi che è un ottimo inizio! Più passano gli anni e più mi accorgo che siamo sempre di corsa e la nostra vita sembra essere entrata in un vortice di immensi impegni, ma soprattutto di distrazioni inutili. Non riusciamo a portare a termine le cose che davvero ci interessano e ci sentiamo frustrati. Io, invece, ho deciso di provarci, voglio andare contro corrente, mi sento piena di entusiasmo e molto motivata. Insomma, le basi ci sono, i requisiti anche quindi non mi resta che mettermi in gioco e affrontare questa sfida!

Non so se la frase “tutto è possibile, basta volerlo” sia veritiera, ma sinceramente, se devo dirla tutta, mi piace pensare che sia così, che almeno ci sia un fondo di verità. Una cosa ho capito da questa poca vita che ho vissuto, che non bisogna mollare, bisogna credere fermamente in quello che si vuole fare e ci vuole tanta, tanta e tanta passione, senza dimenticare l’amore e quella fantasia che ci permette di sognare. Sì, queste sono le 4 cose per me indispensabili nella cucina, ma in generale nella vita, per potersi sentire fieri e soddisfatti.

Penso che si debba avere il coraggio, a volte, di “perdersi” nelle proprie idee, cadere per poi rialzarsi più forti sapendo quale via percorrere, ma questo non è possibile se non si crede fino in fondo, fino ad esaurire le energie e le forze, in quello che vogliamo fare per raggiungere la felicità.

Felicità, parola che suona quasi lontana per noi del mondo degli adulti, suona più come un ricordo. Siamo sempre irrequieti e in costante ricerca, eppure invece di inseguirla, di correre per raggiungerla ci dovremmo fermare o semplicemente rallentare e assaporare gli attimi, ascoltarci e ascoltare chi ci sta intorno, chi ci vuole comunicare qualcosa o semplicemente condividere spazi e frangenti di vita insieme.

Ecco, io mentre cucino sono felice, perché mi dedico completamente a quello che sto facendo, mi lascio andare ai ricordi, provo emozioni e confesso dò libero sfogo alla mia fantasia, iniziando a muovermi ballando a ritmo di musica.

Ricordi, sono quelli dell’infanzia: le mani della nonna mentre preparava l’impasto degli gnocchi e le braccia forti e muscolose del nonno che zappava l’orto, ma anche gli arrosti della mamma e le super piadine di papà; i ricordi dei sapori nuovi provati nei ristoranti più “chic”, ma anche i sapori che solo i cibi di strada (o street food che fa più figo) ti sanno dare. E poi ci sono i ricordi dei viaggi (le spezie sentite in Turchia, l’Angus e il tango Argentino, i geyser e la natura incontaminata dell’Islanda, i 1000 modi di fare le acciughe e i fiordi norvegesi, le colazioni inglesi e il London Eye al tramonto) dei luoghi che visiti, della gente che incontri e della tradizione dei paesi.

Le emozioni, invece, non sono cercate o volute, ma semplicemente escono da sole. Per questo motivo sono anche quelle più visibili, quelle che si percepiscono maggiormente attraverso la cura, l’armonia e l’equilibrio degli ingredienti. Anche i colori sono fondamentali, non solo quelli dei piatti e degli accessori, ma soprattutto quelli che la natura ci offre tramite i suoi prodotti, perché riflettono benissimo gli stati d’animo.

E poi ci sono loro; follia e fantasia che vanno a braccetto, che mi accompagneranno sempre, sono le mie inseparabili amiche, quelle che non ti danno il preavviso del loro arrivo, ma entrano senza bussare perché sanno di essere sempre accolte a braccia aperte. Non sono altro che l’innovazione, intesa come rivisitazione di piatti, e abbinamenti strambi, assurdi nel pronunciarli, ma estremamente equilibrati al palato. Sono quelle che vogliono stupire, le egocentriche della situazione ma anche le più interessanti.

Allora diamo inizio a questo gioco, che è la vita e viviamola come vogliamo, o almeno avviciniamoci a quello che ci piacerebbe fare. Iniziamo a cercare la nostra follia, che sicuramente c’è e non bisogna neanche tanto scavare per trovarla; lei sta un po’ nascosta, ma tenta sempre di uscire, perché è amante della libertà. E poi, facciamoci scaldare dal Sole, cioè dalla nostra vera passione.

Io ci sto provando …

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