Parto per tornare

Passano gli anni ma io non cambio. Niente da fare viaggiare mi fa sempre lo stesso effetto. Dopo un po’ di tempo, puntualmente, il mio corpo mi dice: “vattene, cosa stai aspettando? Fai le valigie!”. La voglia di staccare prende il sopravvento, e diventa necessaria per alimentare la mia mente. Scatta un meccanismo strano, divento irrequieta e l’impulso a viaggiare è irrefrenabile, tanto che devo allontanarmi da casa, partire, sfidare l’ignoto senza troppe aspettative, se non quella di stare bene e di andare alla ricerca della serenità, per poi provare quel senso di nostalgia e desiderare il ritorno a casa.

Non parto perché non sto bene dove vivo, anzi lo amo profondamente, o perché non sto bene con me stessa, certo si potrebbe stare meglio e fare sempre di più, ma non è questo il punto. Parto perché devo essere in movimento, come dice Robert Burton “i cieli girano attorno di continuo, il sole sorge e tramonta, stelle e pianeti mantengono costanti i loro moti, l’aria è in perpetua agitata dai venti, le acque crescono e calano per insegnarci che dovremmo sempre essere in movimento”, e perché mi voglio perdere nella natura spettacolare del mondo o nell’ immensità dei grattacieli. Parto perché voglio conoscere culture, tradizioni e gusti diversi dai miei; voglio imparare cose nuove e osservare con lo sguardo panorami di cieli e terre ancora inediti, perché mi piace poter conservare nella mia mente, magari aiutandomi ogni tanto con qualche scatto, i volti della gente che incontro e le città che visito.

Parto perché so di tornare con una marcia in più, so che la mia vita prende ogni volta una piega più divertente e dinamica, forse perché la curiosità e la novità mi regalano stimoli e sollecitazioni fortissimi. In aereo e per ancora qualche giorno riesco ad assaporare quei momenti spensierati e torno con la voglia di spaccare il mondo, di raccontare tutto per poter rivivere ancora una volta gli attimi più belli del viaggio.  L’euforia sembra non svanire. Mi muovo con un’elettricità interna naturale e la mente frulla al minuto mille idee. Torno rigenerata, così mi hanno detto questa volta, e in effetti mi sento più frizzante.

Torno ora dall’ America, dove mi sono arricchita anche dal punto di vista culinario. Sembra un paradosso imparare qualcosa di cucina in America, ma sì, non ci sono solo le “porcate” come le patatine fritte e gli hamburger, che sono fantastici e non hanno nulla a che fare con le grandi catene che abbiamo tutti in mente, ma hanno anche molti piatti favolosi, da leccarsi i baffi. Ho visto cose che voi umani non potete nemmeno immaginare, parlo delle porzioni americane. Ho mangiato davvero molto per poter assaggiare tutto il possibile e per poter poi ricreare una volta arrivata a casa. Alcuni piatti li rifarò sicuramente, altri invece mi hanno dato ottimi spunti per realizzare nuove ricette! I buoni propositi ci sono tutti e dopo un breve briefing mi sono prefissata due obiettivi da raggiungere entro la fine di quest’anno, che non svelerò per questione di scrupolo e forse di scaramanzia.

E poi… questo mese termina con l’inizio di una nuova collaborazione!!! Le mie prossime ricette saranno realizzate con i fantastici prodotti della terra coltivati dall’Azienda Agricola Tetti Castagno. Tante tante idee in testa che sono solo da realizzare. Non vedo l’ora! Non mi resta che riordinare i ricordi e le emozioni di questo fantastico viaggio, tra una lavatrice e l’altra, mettermi a scrivere per un progetto futuro e soprattutto ritornare tra i fornelli della mia tanto amata cucina.

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