Negroamaro Wine Festival 2015

Il cielo azzurro si lascia sfumare dal Sole che arrossisce al momento di tramontare e sprigiona quel suo fascino pieno di nostalgia. La sua bellezza è lì per tutti, è a portata di vista. Senza fiatare ci godiamo questo spettacolo proseguendo verso Brindisi. Poi la musica riprende il suo posto.

Dopo un po’ di giri in cerca di un parcheggio, lo troviamo proprio vicino a una delle sette piazze in cui si svolge l’ultima serata della quinta edizione del Negroamaro Wine Festival 2015.
bicchiere negroamarowine

Negroamaro Wine Festival 2015

Prendiamo il pacchetto con cinque degustazioni di vino e tre di cibo e diamo inizio alla passeggiata enogastronomica nello splendido scenario che il centro storico brindisino ci sta regalando. Un mix sapientemente dosato tra atmosfere rese indimenticabili dai monumenti, dai palazzi storici e dal lungomare, tutti illuminati dalle luci notturne, e dai sapori unici dei duecento stand e i sette wine bar presenti. Come si fa a non emozionarsi quando ci si trova immersi nella cultura? In più aggiungiamoci anche la musica di sottofondo che è parte integrante, gli odori, i profumi e i sapori … io non ci riesco a rimanere indifferente, mi faccio sedurre e rapire da questa bellezza.

Non è tutto Made in Puglia, anche se l’intento è quello di valorizzare l’unicità dei prodotti di questa terra riaffermando l’antica identità pugliese, ma è presente, anche, un percorso davvero straordinario chiamato Tipitaly, dove si susseguono infinite bancarelle con le specialità regionali del nostro Bel Paese, da assaggiare e da portare via.

PASTICCIOTTO (2)

pasticciotto leccese

Decido di dare inizio alla serata con un bel Negroamaro rosato, un vino fresco e deciso, accompagnandolo con un tris lucano meraviglioso: pecorino, salsiccia piccante e peperoni cruschi, peperoni secchi dal sapore dolce e croccante al palato come delle chips.  Rimango sempre sul rosato ma questa volta provo un Primitivo di altissima qualità, dal colore rosa intenso con riflessi viola, un vino profumatissimo. Quasi mi sembra di sentire la fragranza e la freschezza dei frutti di bosco. Me lo gusto così, in purezza senza alcun tipo di accompagnamento, passeggiando tra le vie e ascoltando una musica che piano piano si avvicina. Giriamo l’angolo e ci troviamo davanti ad una piazzetta piccolina, ma molto caratteristica. Rimango colpita dal bianco delle case e dal rosso dei fiori, nulla di mai visto, ma lo stacco dei colori fa apparire tutto surreale. Mi sembra di essere in un film. Un gruppo sta suonando la pizzica e dei signori stanno ballando. Non sono giovani ma i loro movimenti, i loro sguardi così profondi e intensi li fanno sembrare dei ragazzi nel momento del corteggiamento. I due si avvicinano ma non si toccano, è un leggero sfiorarsi. È lei a condurre il ballo sventolando un fazzoletto con la mano. E’ tutto una provocazione elegante, un ballo fatto di fughe, di fermate e di partenze repentine, un chiaro invito della donna ad essere inseguita per poi essere conquistata dall’uomo.

PEPERONECRUSCOpeperoni cruschi

È ora del mio terzo calice, un vino bianco Pecorino eccezionale di origine Marchigiana – Abruzzese, dal colore giallo carico con riflessi sul verde e dal sapore fruttato. Lo abbino ad un incontro sorprendente di tre prodotti della gastronomia nazionale: una ricotta di vacca, freschissima e dal sapore di latte, un pecorino al mosto stagionato nelle vinacce, dal sapore raffinato e incredibilmente armonico, e una bruschetta di pane con una fetta di mozzarella di bufala grigliata, piacevolmente calda e croccantina esternamente ma con il cuore morbido e fresco.

Tra una chiacchiera e l’altra mi prendo la quarta degustazione di vino. Decido di andare su un Aglianico, un rosso corposo e dal sapore asciutto, per poi continuare questo itinerario di piacere. Dalla piazza del Duomo puntiamo verso il mare curiosi di vedere l’antico lungomare Regina Margherita da poco riqualificato. E subito la sensazione che mi trasmette è quella di quiete, perché tutto appare armonico e in perfetta sintonia, dalla pulizia geometrica alla scelta dei materiali, tutto molto semplice ma ordinato per dare spazio ai palazzi storici restaurati ed alla maestosità dello specchio d’acqua.

fishewine

stand Fish&Wine

Una piccola sosta sui gradini della scalinata di Virgilio ci vuole! Ne approfittiamo per ammirare il porto e per fare riposare le gambe. Ormai si è fatta una certa ora, abbiamo ancora una degustazione da provare e un buco allo stomaco da colmare.

Come ultima tappa, ma non per qualità, ci teniamo un bicchiere di Negroamaro, un vino dal colore rosso rubino-granato scuro con riflessi neri. Amo particolarmente il suo profumo così intenso e il suo gusto asciutto e leggermente amarognolo. Dato che è un vino che si accompagna in maniera eccellente ai piatti tipici della tradizione salentina, utilizziamo il nostro ultimo ticket con la degustazione di gnummareddi, involtini di interiora avvolti dal budello di agnello o capretto, con prezzemolo e abbondante pepe. La fame dopo 5 bicchieri di vino si sa aumenta e terminare il giro con questi involtini è la cosa migliore. Saziano i palati un po’ più rudi e sanno regalarti emozioni culinarie perché vanno alla ricerca della memoria del gusto.

gnummareddi

gummareddi

L’atmosfera attorno a noi è sempre più calda nonostante sia tardi e gli stand abbiano finito tutto. Nella piazza del mercato la gente si scatena ballando, compresi noi, grazie all’acid jazz del gruppo musicale che si sta esibendo sul palco. La loro musica funk, soul e elettronica ha un ritmo incalzante e non è difficile lasciarsi trasportare. Ballare è liberatorio, è un movimento naturale e istintivo, possiede un linguaggio inconscio in cui i gesti partecipano di un’energia che trascende la volontà e la ragione. Con i piedi e le mani riusciamo a misurare lo spazio che ci circonda stabilendo con il movimento e i gesti del corpo un contatto con le persone.

Belli sudati, sazi e molto molto soddisfatti di questa splendida serata lasciamo Brindisi. Un bel caffè rigenerante e un litro d’acqua per placare la sete sono davvero necessari prima di salire in macchina e affrontare il viaggio. Torniamo a casa contenti e soprattutto non soli, infatti non siamo riusciti a resistere al salume dalla consistenza splendidamente morbida e dal gusto particolarmente piccante, la ‘nduja. Un grande acquisto perché è un grande prodotto, da mangiare semplicemente spalmato su del pane appena abbrustolito. Non ci sono altri modi per mangiarlo, almeno per me, e non vedo l’ora che arrivi la pausa pranzo per poterlo assaggiare!!!

nduja

  ‘nduja pronta per essere mangiata

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